Grande partecipazione questa mattina a Firenze al seminario organizzato da Legacoop Toscana sui Fondi ad impatto sociale e le opportunità per le imprese cooperative.

“Ci troviamo in una fase di grande cambiamento, in cui si stanno modificando le ‘regole del gioco’ – ha detto Sara Guidelli, coordinatrice dei Settori di Legacoop Toscana, aprendo l’incontro -. In questo scenario dobbiamo essere capaci di guardare con lungimiranza al mercato e di dare risposte innovative. Il tema della finanza è strategico, dobbiamo farci trovare pronti a cogliere le nuove opportunità che si presentano”.

A moderare la mattinata è stato Paolo Venturi, direttore di AICCON e docente dell’Università di Bologna: “Negli ultimi due-tre anni il tema dell’impatto si sta facendo strada sotto diversi punti di vista e sta ponendo un’esigenza di cambiamento nei modelli del fare impresa e di una nuova cultura imprenditoriale – ha affermato Venturi -. Se nella produzione del valore di impresa spostiamo la logica dai meccanismi di contabilizzazione a quelli della generazione e redistribuzione del valore, allora la socialità diventa elemento centrale, non solo per le cooperative sociali ma per tutte quelle imprese che vogliono competere sul mercato: la competitività si nutre della socialità, una socialità intenzionale e misurabile, che pone l’accento sugli elementi trasformativi in grado di produrre cambiamenti, non in un’ottica di mera responsabilità sociale. E se c’è una forma di impresa in cui la componente sociale e quella economica non sono mai disgiunte, questa è la cooperativa”. La valutazione, attraverso indicatori, dell’impatto sociale, ha aggiunto Venturi, “è anche un modo per raccontare la biodiversità della cooperazione”.

Ad approfondire il tema dell’incontro Roberto Randazzo, docente di Tiresia Politecnico di Milano: “Questa materia, per certi versi, è arrivata a noi attraverso la lente di lettura degli anglosassoni, che hanno creato una formattazione degli strumenti finanziari della finanza sociale, ma non avevano un ‘ecosistema’ ben strutturato, ovvero un mercato connotato in forma di imprenditoria sociale in cui calarli. Per questo motivo sono partiti da investimenti legati ai temi ambientali e all’investimento sulla responsabilità sociale d’impresa – ha detto Randazzo -. Oggi in Italia viviamo un’accelerazione che ci ha portato a ragionare di questo tema allo stesso livello degli anglosassoni, ma in un contesto caratterizzato da modelli di impresa differenti. Si aprono quindi nuove opportunità”. Attraverso il racconto di alcuni casi concreti (fondi di investimento equity, fondi immobiliari) Randazzo ha evidenziato come le operazioni finanziarie di impatto sociale siano in grado di generare nuovi investimenti e nuove operazioni e di innescare processi virtuosi per le imprese, ponendo l’accento anche sull’importanza della formazione del management delle imprese coinvolte in questo tipo di operazioni.

A seguire ha preso la parola Aldo Soldi (Coopfond): “È indispensabile ragionare su nuove forme di sostegno finanziario alle imprese cooperative e una di queste è la finanza d’impatto, che può intervenire sull’impresa cooperativa, anche se non è sociale” ha detto Soldi facendo riferimento ad esempio al workers buyout. “Le risorse ci sono – ha aggiunto Soldi – il mondo cooperativo deve attrezzare e organizzare la domanda per renderla adatta ad accedere alla finanza d’impatto”.

Guido Cisternino (Ubi Banca) ha ripercorso il percorso strategico nel Terzo Settore di Ubi Banca, che si è dotata dal 2011 di un nuovo modello di servizio specificamente rivolto al mondo non profit e ha lanciato i Social Bond e altre soluzioni innovative come il Project Finance a impatto sociale. Cisternino ha inoltre illustrato brevemente le agevolazioni alle imprese per la diffusione e il rafforzamento dell’economia sociale – Fondo rotativo imprese sociali.

Livio Stellati (Unicredit) ha delineato le strategie e le azioni rivolte al Terzo Settore messe in campo dalla banca, ponendo l’accento sull’importanza e il valore in termini culturali e di expertise dell’ibridazione e delle aggregazioni finalizzate alla crescita.

Adone Balasso (Investment manager Sefea Impact) ha presentato il Fondo Social Impact (Fondo Sì), che si rivolge a imprese “che perseguano un chiaro e misurabile obiettivo sociale, cioè puntino a produrre attraverso la propria azione imprenditoriale degli impatti positivi sulla comunità a livello sociale, culturale, ambientale”, illustrando i criteri per la presentazione delle candidature, la tipologia di progetti, gli strumenti di natura finanziaria e di assistenza tecnica, le fasi del processo di investimento. In particolare – è stato spiegato – l’impatto sociale che deriva dal progetto deve sempre essere misurabile.

Dopo gli interventi del direttore di Cooperfidi Italia Ferruccio Vannucci e del responsabile del Dipartimento Area Welfare di Legacoop Toscana Marco Paolicchi, la conclusione dei lavori è stata affidata al responsabile dell’Ufficio finanza e sviluppo di Legacoop Toscana Riccardo Vannini: “Ci siamo chiesti in che maniera le nostre cooperative stiano percependo il cambiamento che caratterizza questa fase e da lì è partita l’idea di questo seminario, che non può che rappresentare un punto di partenza – ha detto Vannini -. Come Legacoop il nostro principale ruolo sarà quello di aggregare la domanda e di supportare quelle cooperative che desiderano sviluppare questo nuovo modo di fare finanza”.