La questione-migranti, l’atteggiamento dell’Europa, il giudizio sull’operato del governo. E poi i rapporti con le altre centrali cooperative, l’esigenza di riposizionamento e “rigenerazione cooperativa” e una nuova idea, ancora in divenire, per sperimentare la promozione di nuove cooperative “dal basso”. Sono alcuni dei punti toccati dal presidente di Legacoop Toscana Roberto Negrini nel suo intervento, il 18 aprile, al 40° Congresso nazionale di Legacoop.

La crisi e la nuova fase del capitalismo

Di fronte alla platea dei cooperatori riunita a Roma, Negrini ha esortato a un’attenta riflessione sullo stato della cooperazione aderente a Legacoop, invitando a non abbassare la guardia rispetto agli effetti che la crisi ha prodotto soprattutto in alcuni settori della cooperazione di lavoro (primo fra tutti quello delle costruzioni) e ai rischi insiti nell’attuale fase del capitalismo.

Le alleanze

Pur ribadendo il bisogno di alleanze sociali, Negrini ha evidenziato come in questi anni e su alcuni temi specifici (nuovo CCNL delle cooperative sociali appena firmato, bandi delle Prefetture per la gestione dell’accoglienza migranti) sia aumentato il “divario del fare impresa” con le altre centrali cooperative che compongono l’ACI.

L’interlocuzione col governo

Un’accresciuta distanza che, a giudizio del presidente di Legacoop Toscana, pone anche una questione di democrazia nelle posizioni politiche da assumere rispetto al governo, in particolare quando sono in discussione importanti provvedimenti e scelte in materia economica e finanziaria (reddito di cittadinanza, flat tax, etc.).

La rigenerazione cooperativa

Altri temi non più procrastinabili, secondo Negrini, sono quelli del riposizionamento e della rigenerazione cooperativa: “Dobbiamo ripartire dal basso, riavvicinarci alla gente, tornare a essere popolari – ha detto Negrini – accompagnando le nuove generazioni e sostenendo la nascita di nuove cooperative, non soltanto attraverso nuovi bandi ma anche attraverso un supporto concreto nelle fasi successive alla costituzione”.

Infine Negrini si è soffermato sull’esperienza toscana delle cooperative di comunità, che hanno consentito in molte parti della regione di far tornare a vivere luoghi altrimenti a rischio spopolamento. Un’esperienza che non soltanto non si ferma, ma che vuol essere anche un punto di partenza e uno stimolo per nuove idee e progetti.

Il tema su cui Legacoop Toscana sta lavorando è quello della prevenzione contrasto al disagio sociale nelle città, favorendo la nascita di “cooperative di comunità urbane”. “Ad esempio – ha anticipato Negrini – a Firenze ne potrebbe nascere una che porti il nome di Mario Fabiani, sindaco comunista che guidò la ricostruzione della città”. E proprio citando i versi del poeta Pablo Neruda (che nel 1951 soggiornò nel capoluogo toscano) dedicate al primo sindaco eletto di Firenze dopo la guerra, il presidente di Legacoop Toscana ha concluso il suo intervento: “E quando in Palazzo Vecchio, bello come un’agave di pietra, salii i gradini consunti, attraversai le antiche stanze, uscì a ricevermi un operaio, capo della città… io non me ne sorpresi, la maestà del popolo governava”.